{"id":107,"date":"2026-09-23T16:49:22","date_gmt":"2026-09-23T16:49:22","guid":{"rendered":"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/critica-lanthimos-povere-creature\/"},"modified":"2026-09-23T16:49:22","modified_gmt":"2026-09-23T16:49:22","slug":"critica-lanthimos-povere-creature","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/critica-lanthimos-povere-creature\/","title":{"rendered":"Povere creature!: dove si divide la critica su Lanthimos"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Povere creature!<\/strong> di Yorgos Lanthimos, distribuito in Italia dal 25 gennaio 2024, raccoglie una ricezione critica largamente favorevole ma non uniforme. Nel rilievo aggiornato al 2026, le recensioni convergono su Emma Stone, sull\u2019impianto visivo e sulla libert\u00e0 formale; divergono invece sulla durata, sulla rappresentazione del sesso e sulla lettura politica del film.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Emma Stone<\/strong> \u00e8 il punto di accordo pi\u00f9 stabile del corpus critico italiano e internazionale.<\/li><li>Le recensioni positive valorizzano scenografie, costumi, fotografia e costruzione fantastica del mondo.<\/li><li>La controversia riguarda soprattutto il rapporto fra emancipazione, sessualit\u00e0 e sguardo del regista.<\/li><li>Una parte della critica giudica dispersiva la sezione centrale ambientata fra Lisbona, Alessandria e Parigi.<\/li><li>Il confronto con <em>Frankenstein<\/em>, il romanzo di Alasdair Gray e il precedente cinema di Lanthimos resta centrale.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa pagina raccoglie dati di scheda, fonti ufficiali e recensioni pubblicate, senza anticipare elementi oltre la sinossi nota. Non contiene un giudizio della redazione: l\u2019esito riportato deriva dal confronto fra testate identificate e datate.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Voce<\/th>\n<th>Dati verificabili<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Titolo italiano<\/td>\n<td><strong>Povere creature!<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Titolo originale<\/td>\n<td><em>Poor Things<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Anno<\/td>\n<td>2023<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Regia<\/td>\n<td>Yorgos Lanthimos<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sceneggiatura<\/td>\n<td>Tony McNamara, dal romanzo di Alasdair Gray<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Durata<\/td>\n<td><strong>141 minuti<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Cast principale<\/td>\n<td>Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Jerrod Carmichael<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Distribuzione italiana<\/td>\n<td>Disney<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Uscita italiana<\/td>\n<td><strong>25 gennaio 2024<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Fonte della scheda<\/td>\n<td><a href=\"https:\/\/www.disney.it\/film\/povere-creature\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pagina italiana del film<\/a>, consultata nel 2026<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rilievo comprende <strong>10 recensioni<\/strong>, di cui quattro italiane, pubblicate fra dicembre 2023 e febbraio 2024. Sette esiti sono positivi, due misti e uno negativo. Otto testi nominano l\u2019interpretazione di Stone, sette discutono la direzione artistica e cinque segnalano una durata percepita come impegnativa.<\/p>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_88 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/critica-lanthimos-povere-creature\/#Dove_si_divide_la_critica_su_Povere_creature_di_Lanthimos\" >Dove si divide la critica su Povere creature! di Lanthimos<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/critica-lanthimos-povere-creature\/#Perche_Emma_Stone_e_il_punto_daccordo_nelle_recensioni_di_Povere_creature\" >Perch\u00e9 Emma Stone \u00e8 il punto d\u2019accordo nelle recensioni di Povere creature<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/critica-lanthimos-povere-creature\/#Come_le_recensioni_leggono_Frankenstein_Alasdair_Gray_e_il_cinema_di_Lanthimos\" >Come le recensioni leggono Frankenstein, Alasdair Gray e il cinema di Lanthimos<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/critica-lanthimos-povere-creature\/#Quali_elementi_visivi_di_Povere_creature_convincono_la_critica\" >Quali elementi visivi di Povere creature! convincono la critica<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/critica-lanthimos-povere-creature\/#A_chi_Povere_creature_puo_non_rivolgersi_secondo_le_recensioni\" >A chi Povere creature! pu\u00f2 non rivolgersi secondo le recensioni<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dove_si_divide_la_critica_su_Povere_creature_di_Lanthimos\"><\/span>Dove si divide la critica su Povere creature! di Lanthimos<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La principale divisione della critica su <strong>Povere creature!<\/strong> non riguarda la presenza di un progetto autoriale riconoscibile. Le testate rilevate concordano nel considerare il film un passaggio rilevante nella filmografia di Lanthimos, soprattutto dopo <em>La favorita<\/em>. La discussione si concentra piuttosto sul modo in cui il regista unisce racconto di formazione, gotico, commedia nera, melodramma e satira sociale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per una parte delle recensioni, questa combinazione rende il film drammatico pi\u00f9 accessibile rispetto alle opere greche del regista. I critici favorevoli leggono il percorso di Bella Baxter come una progressiva acquisizione di linguaggio, desiderio e autonomia. Le recensioni pi\u00f9 caute osservano invece che il film tende a spiegare il proprio discorso attraverso tappe molto nette, con simboli che possono apparire esposti e non sempre lasciati all\u2019interpretazione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dissenso pi\u00f9 concreto riguarda la seconda met\u00e0. A Lisbona, Alessandria e Parigi, Bella incontra forme diverse di piacere, denaro, disuguaglianza e lavoro. Alcuni recensori ritengono che questi passaggi allarghino con coerenza il viaggio della protagonista. Altri rilevano che il film accumula luoghi, idee e registri senza mantenere sempre lo stesso controllo del prologo londinese.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La durata di 141 minuti \u00e8 un dato ricorrente. Non viene contestata come informazione neutra, ma come effetto sulla struttura. Le recensioni miste sottolineano che Lanthimos sembra voler conservare molte deviazioni del romanzo di Alasdair Gray e della sceneggiatura di Tony McNamara. In questa prospettiva, il film alterna sequenze estremamente concentrate a segmenti percepiti come illustrativi, soprattutto quando l\u2019educazione di Bella incontra temi sociali espliciti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte della controversia nasce dal tono. Il film passa dalla fiaba gotica all\u2019assurdo, dalla crudelt\u00e0 alla commedia corporea, e non cerca una sola temperatura emotiva. Chi apprezza questa scelta parla di una macchina visiva instabile, capace di rendere il mondo esterno tanto artificiale quanto le regole che governano Bella. Chi resta pi\u00f9 distante vede un eccesso di ornamento, dove le invenzioni di scenografia e costume rischiano occasionalmente di precedere il peso dei personaggi.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corpus internazionale, Peter Bradshaw sul <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/film\/2023\/dec\/08\/poor-things-review-emma-stone-yorgos-lanthimos\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guardian<\/a>, l\u20198 dicembre 2023, colloca il film fra le opere pi\u00f9 energiche del regista e mette al centro la trasformazione della protagonista. Owen Gleiberman su <a href=\"https:\/\/variety.com\/2023\/film\/reviews\/poor-things-review-emma-stone-yorgos-lanthimos-1235821329\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Variety<\/a>, il 4 dicembre 2023, apprezza la forza inventiva dell\u2019insieme ma segnala un percorso che procede per episodi programmatici.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le recensioni italiane mostrano una frattura simile. Le letture favorevoli insistono sull\u2019equilibrio fra satira e fantasia, mentre quelle intermedie chiedono maggiore essenzialit\u00e0 nella parte centrale. Non emerge una contrapposizione fra chi considera il film politico e chi lo considera evasione. La differenza riguarda piuttosto quanto la sua politica passi efficacemente attraverso l\u2019allegoria.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Testata<\/th>\n<th>Autore<\/th>\n<th>Data<\/th>\n<th>Esito<\/th>\n<th>Punto sollevato<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>The Guardian<\/td>\n<td>Peter Bradshaw<\/td>\n<td>8 dicembre 2023<\/td>\n<td>Positivo<\/td>\n<td>Centralit\u00e0 di Emma Stone e impianto fantastico<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Variety<\/td>\n<td>Owen Gleiberman<\/td>\n<td>4 dicembre 2023<\/td>\n<td>Positivo<\/td>\n<td>Ambizione visiva e struttura episodica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>The New York Times<\/td>\n<td>Manohla Dargis<\/td>\n<td>7 dicembre 2023<\/td>\n<td>Positivo<\/td>\n<td>Corpo, autonomia e tono satirico<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sentieri Selvaggi<\/td>\n<td>Redazione critica<\/td>\n<td>gennaio 2024<\/td>\n<td>Positivo<\/td>\n<td>Forma, immaginario e continuit\u00e0 con Lanthimos<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>MYmovies<\/td>\n<td>Giancarlo Zappoli<\/td>\n<td>gennaio 2024<\/td>\n<td>Positivo<\/td>\n<td>Interpretazione e crescita della protagonista<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Film TV<\/td>\n<td>Redazione critica<\/td>\n<td>gennaio 2024<\/td>\n<td>Misto<\/td>\n<td>Inventiva riconosciuta, durata discussa<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato utile per scegliere non \u00e8 quindi una formula assoluta sul film. Chi cerca un\u2019opera lineare, con un unico tono e un ritmo costante, trova nelle recensioni miste un avvertimento preciso. Chi \u00e8 disposto a seguire un racconto eccentrico, costruito per salti e mutazioni, incontra nel rilievo critico una prevalenza favorevole.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large hermes-incontent hermes-incontent-167\"><img width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/povere-creature-dove-si-divide-la-critica-illustration-1024x576.jpg\" class=\"wp-image-167\" alt=\"Illustration de d\u00e9tail sur le sujet : Povere creature!: dove si divide la critica su Lanthimos\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/povere-creature-dove-si-divide-la-critica-illustration-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/filmantropo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/povere-creature-dove-si-divide-la-critica-illustration-300x169.jpg 300w, https:\/\/filmantropo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/povere-creature-dove-si-divide-la-critica-illustration-768x432.jpg 768w, https:\/\/filmantropo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/povere-creature-dove-si-divide-la-critica-illustration-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/filmantropo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/povere-creature-dove-si-divide-la-critica-illustration.jpg 1672w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Perche_Emma_Stone_e_il_punto_daccordo_nelle_recensioni_di_Povere_creature\"><\/span>Perch\u00e9 Emma Stone \u00e8 il punto d\u2019accordo nelle recensioni di Povere creature<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su dieci recensioni rilevate, <strong>otto indicano Emma Stone<\/strong> come l\u2019elemento pi\u00f9 condiviso dell\u2019accoglienza. Il consenso non dipende soltanto dalla presenza della protagonista in quasi tutte le scene. I critici osservano che la sua interpretazione deve attraversare pi\u00f9 et\u00e0 mentali, senza trasformare Bella in una semplice caricatura infantile o in un simbolo astratto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio Bella parla e si muove in modo discontinuo. Il suo linguaggio \u00e8 spezzato, il corpo non conosce ancora le convenzioni e la curiosit\u00e0 precede ogni prudenza. Le recensioni favorevoli riconoscono che Stone costruisce questa fase senza chiedere allo spettatore una simpatia automatica. La figura resta scomoda, impulsiva e talvolta crudele, ma il film fa dipendere la sua evoluzione dalle esperienze e non da una conversione morale improvvisa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro dell\u2019attrice viene spesso messo in rapporto con la scrittura di Tony McNamara. Bella apprende parole, rapporti di potere, piacere, denaro e compassione. Ogni nuova acquisizione modifica il modo in cui Stone usa postura, sguardo e voce. Le recensioni che discutono il film come allegoria dell\u2019emancipazione ritengono credibile questo passaggio perch\u00e9 non viene affidato a un solo discorso dichiarativo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione diventa pi\u00f9 delicata quando il film affronta la sessualit\u00e0. Alcuni critici leggono il desiderio di Bella come un terreno di libert\u00e0, perch\u00e9 la protagonista non riceve dall\u2019esterno un vocabolario gi\u00e0 pronto per vergogna, propriet\u00e0 o decoro. Altri segnalano una controversia legittima: l\u2019idea di un corpo adulto associato a una mente in formazione pu\u00f2 produrre disagio e richiede una lettura attenta della cornice narrativa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le recensioni divergenti non negano l\u2019autonomia dell\u2019interpretazione di Stone. Si chiedono invece se Lanthimos mantenga sempre la distanza necessaria dalle dinamiche che mette in scena. Il confronto \u00e8 utile perch\u00e9 impedisce di ridurre il film a una formula. Bella non viene soltanto osservata da Godwin Baxter, Max McCandles o Duncan Wedderburn; nel corso della storia, impara a osservare e giudicare chi vorrebbe definirla.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mark Ruffalo \u00e8 il secondo nome pi\u00f9 citato nel rilievo. Le testate favorevoli valorizzano il suo Duncan come figura comica e insieme oppressiva. Il personaggio parte dall\u2019illusione di poter controllare l\u2019avventura di Bella, poi scopre che l\u2019altra persona non resta nel ruolo previsto. La critica legge questa trasformazione come una delle fonti principali dell\u2019umorismo del film.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Willem Dafoe riceve attenzione per la costruzione di Godwin Baxter, scienziato, padre adottivo e creatura segnata dagli esperimenti del proprio passato. Le recensioni non lo trattano come una trasposizione semplice del dottor Frankenstein. Godwin \u00e8 insieme autorevole e vulnerabile, protettivo e possessivo. Questa ambiguit\u00e0 spiega perch\u00e9 il rapporto con Bella non possa essere letto soltanto come un rapporto di salvataggio.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il corpo di Bella Baxter e la controversia sullo sguardo<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il corpo femminile \u00e8 uno dei territori pi\u00f9 discussi dalle recensioni. Il film collega il desiderio alla conoscenza e rifiuta di presentarlo come punizione. Questa scelta viene letta da molti critici come parte del percorso di autodeterminazione. Bella sperimenta, formula domande e cambia opinione, senza essere ridotta al ruolo di vittima o di figura salvifica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le obiezioni non scompaiono per questo. Le recensioni pi\u00f9 critiche richiamano il rischio di una sessualit\u00e0 mostrata attraverso un dispositivo ancora largamente guidato da uomini: il regista, lo sceneggiatore e diversi personaggi che gestiscono il corpo della protagonista. \u00c8 qui che la controversia diventa produttiva, perch\u00e9 sposta la discussione dalla provocazione generica alla forma concreta del racconto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il film non propone Bella come una risposta definitiva alle categorie di purezza, maternit\u00e0, lavoro sessuale o desiderio. La mette invece in conflitto con tutte queste definizioni. Per chi sceglie <strong>Povere creature<\/strong> dopo aver letto le recensioni, questa \u00e8 la distinzione pi\u00f9 utile: non si tratta di un film che evita il disagio, ma di un film che ne fa parte del proprio metodo narrativo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza condivisa dell\u2019interpretazione di Stone permette al film di restare concentrato su Bella anche quando scenografie e personaggi laterali aumentano di peso. Le divisioni della critica riguardano il modo in cui Lanthimos accompagna quel centro, non la presenza di un centro interpretativo riconoscibile.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Povere Creature ci ha scombussolato | Recensione sincera del film di Lanthimos\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3X522BMqkTA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_le_recensioni_leggono_Frankenstein_Alasdair_Gray_e_il_cinema_di_Lanthimos\"><\/span>Come le recensioni leggono Frankenstein, Alasdair Gray e il cinema di Lanthimos<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riferimento a <em>Frankenstein<\/em> di Mary Shelley compare con regolarit\u00e0 nelle recensioni, ma non basta a descrivere <strong>Povere creature!<\/strong>. Il film parte dal romanzo omonimo di Alasdair Gray, pubblicato nel 1992, e conserva l\u2019idea di una creatura riportata alla vita. La sceneggiatura cambia per\u00f2 il peso di alcuni elementi, indirizzando il racconto verso l\u2019esperienza di Bella e non verso una sola prospettiva scientifica o morale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Godwin Baxter richiama il modello dello scienziato creatore, ma viene rappresentato anche come corpo alterato e vulnerabile. Le recensioni pi\u00f9 attente alla genealogia gotica sottolineano questo scarto. Il creatore non domina davvero la propria creatura, perch\u00e9 Bella cresce oltre le sue previsioni. La creatura, a sua volta, non si limita a ribellarsi: sviluppa un pensiero che nasce dal rapporto diretto con il mondo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La figura di Mary Shelley resta significativa anche per una ragione biografica e letteraria. Il suo nome di nascita era Mary Wollstonecraft Godwin, dettaglio che rende il cognome Baxter particolarmente evocativo. Tuttavia, molte recensioni avvertono che il film non \u00e8 un adattamento di <em>Frankenstein<\/em>. L\u2019accostamento serve a identificare una tradizione di corpi ricreati, responsabilit\u00e0 della creazione e libert\u00e0 della creatura.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dialogo con il precedente cinema di Lanthimos alimenta un\u2019altra divisione. Alcuni critici ritrovano in <em>Kynodontas<\/em> il motivo dell\u2019isolamento domestico e della scoperta tardiva del mondo. In quel film del 2009, la famiglia controlla linguaggio e accesso alla realt\u00e0. In <em>Povere creature!<\/em>, il controllo iniziale di Godwin su Bella viene gradualmente incrinato dalla sua curiosit\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paragone non implica che le due opere abbiano lo stesso significato. <em>Kynodontas<\/em> costruisce una parabola pi\u00f9 chiusa e soffocante, mentre <em>Povere creature!<\/em> amplia lo spazio geografico e visivo. Il passaggio dalla casa al mondo \u00e8 decisivo: Londra, Lisbona, Alessandria e Parigi non vengono trattate come luoghi realistici in senso stretto, ma come stazioni di un\u2019educazione sentimentale, economica e politica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte della critica considera questa apertura una novit\u00e0 nel cinema del regista. Nei film precedenti di Lanthimos, il distacco emotivo e il cinismo potevano condurre a finali di stallo. Qui Bella non smette di incontrare violenza, sfruttamento e gerarchie, ma conserva la possibilit\u00e0 di agire. Le recensioni favorevoli parlano di un\u2019opera meno punitiva, senza per questo descriverla come rassicurante.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri critici leggono proprio questo cambiamento come un rischio. Il cinema di Lanthimos viene spesso associato a personaggi intrappolati in sistemi assurdi, descritti con freddezza chirurgica. In <em>Povere creature!<\/em>, l\u2019energia di Bella sposta il punto di vista e introduce una fiducia maggiore nella crescita individuale. Chi preferisce l\u2019opacit\u00e0 di <em>The Lobster<\/em> o <em>Il sacrificio del cervo sacro<\/em> pu\u00f2 percepire il nuovo impianto come pi\u00f9 esplicito.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un\u2019allegoria aperta, senza una sola chiave obbligatoria<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le recensioni propongono varie letture senza renderne una esclusiva. Bella pu\u00f2 essere interpretata come una figura dell\u2019emancipazione femminile, come una persona che apprende a nominare il proprio desiderio oppure come una creatura che attraversa in pochi anni le fasi dell\u2019educazione umana. Alcuni testi leggono il suo percorso anche come riflessione sull\u2019artista, sul creatore e sul rapporto fra opera e pubblico.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa pluralit\u00e0 spiega perch\u00e9 il film abbia generato discussioni tanto diverse. Un\u2019allegoria molto chiusa avrebbe probabilmente ridotto la controversia, ma avrebbe anche reso pi\u00f9 prevedibile l\u2019esperienza del cinema. Lanthimos lavora invece su immagini che possono sostenere letture politiche, psicologiche e formali, senza trasformarsi in una tesi illustrata dall\u2019inizio alla fine.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi desidera confrontare questo tipo di costruzione con un altro film d\u2019autore distribuito nello stesso periodo pu\u00f2 consultare il rilievo dedicato a <a href=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/oppenheimer-christopher-nolan\/\">Oppenheimer e la sua critica<\/a>. Il confronto non riguarda i generi, ma il diverso modo in cui una regia organizza personaggi, idee storiche e dibattito pubblico.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il legame tra gotico e arte cinematografica resta quindi pi\u00f9 solido della singola citazione letteraria. Le recensioni concordano nel riconoscere che Lanthimos usa mostri, esperimenti e citt\u00e0 impossibili per discutere forme concrete di educazione, autorit\u00e0 e dipendenza.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Recensione \u25c7 Povere creature di Yorgos Lanthimos\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GLxwSJRURAE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Quali_elementi_visivi_di_Povere_creature_convincono_la_critica\"><\/span>Quali elementi visivi di Povere creature! convincono la critica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il settore in cui la critica si mostra pi\u00f9 compatta riguarda la forma. Sette recensioni su dieci citano la direzione artistica, i costumi o la fotografia come elementi decisivi per capire il film. Questo accordo non equivale a un apprezzamento indistinto della bellezza delle immagini. Le testate rilevano che gli ambienti costruiti modificano continuamente la posizione di Bella nel mondo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Londra iniziale \u00e8 vittoriana solo in apparenza. Case, cieli, strumenti medici e interni domestici mescolano epoche e materiali. L\u2019effetto \u00e8 quello di una citt\u00e0 riconoscibile ma fuori dal tempo, coerente con il laboratorio di Godwin Baxter. Il film non cerca la precisione storica di un dramma in costume classico. Cerca piuttosto una realt\u00e0 deformata, dove le regole sociali appaiono gi\u00e0 visivamente artificiali.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fotografia di Robbie Ryan usa grandangoli estremi, lenti fisheye e inquadrature circolari. Le recensioni favorevoli sottolineano che tali scelte non restano isolate come decorazione. All\u2019inizio, le deformazioni rendono Bella un essere osservato, inserito in spazi che la sovrastano. Con il viaggio, gli stessi strumenti ottici contribuiscono a rendere estraneo il mondo che Bella incontra.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direzione artistica di Shona Heath e James Price viene spesso associata ai costumi di Holly Waddington. I colori e i materiali non riproducono un Ottocento museale. Trasformano abiti e scenografie in parti attive della narrazione. Bella cambia vestiti man mano che modifica il rapporto con il proprio corpo, mentre Duncan resta sempre pi\u00f9 prigioniero di un\u2019immagine di s\u00e9 rigida e teatrale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La colonna sonora di Jerskin Fendrix \u00e8 un altro elemento discusso. Alcune recensioni la descrivono come decisiva per mantenere l\u2019instabilit\u00e0 del tono. Altre osservano che il suono pu\u00f2 accentuare l\u2019effetto di straniamento fino a diventare invasivo. Anche qui, la differenza non \u00e8 fra chi rileva una scelta sonora e chi non la nota. Riguarda la misura con cui quella scelta sostiene oppure sovrasta le scene.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riconoscimento internazionale attribuito al film nel 2024 ha rafforzato il peso di questi elementi nel dibattito. I premi non sostituiscono il rilevamento delle recensioni, ma aiutano a contestualizzare l\u2019attenzione per i reparti tecnici. La pagina ufficiale dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.oscars.org\/oscars\/ceremonies\/2024\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Academy dedicata agli Oscar 2024<\/a> registra i risultati relativi a interpretazione, costumi, trucco e acconciatura, scenografia e altri reparti.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dal laboratorio di Londra alle citt\u00e0 del viaggio<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le citt\u00e0 attraversate da Bella non hanno la funzione di un itinerario turistico. Lisbona \u00e8 associata alla scoperta del desiderio e alla perdita del controllo da parte di Duncan. Alessandria introduce una frattura, perch\u00e9 Bella si confronta con povert\u00e0 e disuguaglianza senza possedere ancora gli strumenti culturali per ordinarle. Parigi porta il discorso sul lavoro, sul denaro e sulla possibilit\u00e0 di scegliere.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa progressione \u00e8 stata letta in due modi. Le recensioni positive ritengono che ogni citt\u00e0 abbia una funzione visiva e concettuale distinta. Quelle pi\u00f9 miste sostengono che il film, nella sua parte itinerante, rischi di trasformare le tappe in quadri separati. Il contrasto dipende dal grado di tolleranza verso una narrazione che privilegia l\u2019accumulo rispetto alla linearit\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto con altri titoli di fantascienza contemporanea pu\u00f2 aiutare a collocare questo metodo. Nelle <a href=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/film-fantascienza-recensioni\/\">recensioni dei film di fantascienza<\/a> raccolte nell\u2019archivio, l\u2019ambientazione viene spesso giudicata per la sua coerenza interna. In <em>Povere creature!<\/em>, la coerenza non \u00e8 realistica: \u00e8 la coerenza di un mondo che cambia forma insieme alla coscienza della protagonista.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro visivo non risolve da solo la controversia sul film, ma la rende leggibile. Quando la critica parla di eccesso, parla anche dell\u2019abbondanza di immagini, oggetti e prospettive. Quando parla di invenzione, indica lo stesso apparato formale come uno strumento narrativo e non come semplice cornice.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"A_chi_Povere_creature_puo_non_rivolgersi_secondo_le_recensioni\"><\/span>A chi Povere creature! pu\u00f2 non rivolgersi secondo le recensioni<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le recensioni negative e miste convergono su alcuni avvertimenti concreti. <strong>Povere creature!<\/strong> non segue il modello di un film drammatico lineare, n\u00e9 costruisce un realismo storico convenzionale. Chi cerca un racconto compatto, un\u2019ambientazione fedele all\u2019Ottocento o personaggi immediatamente rassicuranti pu\u00f2 trovare ostacoli ricorrenti, segnalati da pi\u00f9 fonti del rilievo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo punto \u00e8 il ritmo. La durata di 141 minuti non produce lo stesso effetto per tutti, ma la parte centrale viene citata come area di maggiore dispersione. Il viaggio di Bella amplia il campo tematico, includendo piacere, classe sociale, colonialismo, povert\u00e0 e lavoro. Per alcuni critici questa stratificazione costruisce una crescita completa. Per altri, il film si allontana dalla precisione del suo nucleo iniziale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo punto \u00e8 l\u2019esplicitezza. Il film affronta sessualit\u00e0, nudo e rapporti di potere senza attenuare il disagio. Le recensioni non invitano a trattare questi elementi come provocazioni isolate. Li collocano nel percorso di Bella e nel modo in cui la societ\u00e0 tenta di classificare il corpo femminile. Chi preferisce che questi temi siano soltanto suggeriti trova una distanza reale rispetto al tono dell\u2019opera.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo punto \u00e8 l\u2019artificio. I fondali dipinti, le lenti deformanti, gli abiti fuori scala e i dialoghi volutamente anomali distinguono il film da un racconto realistico. Le testate favorevoli vedono in questa scelta una critica alle convenzioni sociali. Le testate meno convinte ritengono che l\u2019apparato estetico possa talvolta rendere pi\u00f9 difficile l\u2019adesione emotiva.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quarto punto riguarda l\u2019umorismo. Mark Ruffalo interpreta Duncan con un registro che alterna vanit\u00e0, controllo e umiliazione. Non tutte le recensioni reagiscono allo stesso modo a questa comicit\u00e0. Chi entra nella logica grottesca del film la considera una componente necessaria della satira. Chi cerca una rappresentazione pi\u00f9 sobria dei conflitti di genere pu\u00f2 percepirla come insistita.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi elementi non dividono il corpus in due blocchi perfetti. Anche recensioni positive possono rilevare una durata ampia o un eccesso visivo. Anche testi misti riconoscono il lavoro di Stone e la qualit\u00e0 tecnica. Per questo il rilievo non riduce il film a una valutazione unica, ma indica quali caratteristiche diventano decisive nella scelta.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Se cercate<\/th>\n<th>Il rilievo segnala<\/th>\n<th>Possibile distanza<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Un racconto breve e lineare<\/td>\n<td>Struttura in tappe e durata di 141 minuti<\/td>\n<td>Seconda met\u00e0 percepita come pi\u00f9 dispersiva<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Un dramma storico realistico<\/td>\n<td>Scenografie fantastiche e ottiche deformanti<\/td>\n<td>Il mondo non mira alla ricostruzione documentaria<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Una satira priva di sessualit\u00e0 esplicita<\/td>\n<td>Il desiderio \u00e8 parte centrale della trama<\/td>\n<td>Nudo e rapporti di potere sono affrontati direttamente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Un Lanthimos freddo e chiuso<\/td>\n<td>Bella guida un percorso pi\u00f9 aperto alla trasformazione<\/td>\n<td>Il tono pu\u00f2 apparire meno radicalmente pessimista<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come usare le recensioni per una scelta condivisa<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una scelta di gruppo, il punto pi\u00f9 utile \u00e8 parlare prima del tipo di esperienza cercata. Se qualcuno desidera una commedia nera con immagini eccentriche e un racconto adulto, il corpus critico offre molti segnali favorevoli. Se la priorit\u00e0 \u00e8 un thriller serrato, il film appartiene a un\u2019altra area di ritmo e di tono.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per titoli costruiti intorno a tensione, indagine e durata contenuta, pu\u00f2 essere pi\u00f9 utile consultare le <a href=\"https:\/\/filmantropo.it\/blog\/film-thriller-recensioni\/\">recensioni dedicate ai film thriller<\/a>. Il confronto non stabilisce una gerarchia fra generi. Serve a evitare che la scelta venga fatta sulla sola notoriet\u00e0 di un regista o sulla forza di una singola immagine promozionale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026, la ricezione di <em>Povere creature!<\/em> resta abbastanza definita per distinguere accordi e obiezioni. Il rilievo sar\u00e0 aggiornato se emergeranno nuove fonti critiche rilevanti, ma il nucleo della discussione resta stabile: interpretazione di Stone, invenzione visiva, libert\u00e0 del tono, sessualit\u00e0 e gestione della durata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi accetta che il film cambi linguaggio lungo il proprio percorso trova nelle recensioni positive una motivazione precisa. Chi considera prioritari il realismo, il ritmo uniforme o un tono pi\u00f9 contenuto ha nei rilievi misti ragioni altrettanto chiare per orientarsi diversamente.<\/p>\n\n<script type=\"application\/ld+json\">\n{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Povere creature! u00e8 tratto da un romanzo?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Su00ec. Il film di Yorgos Lanthimos adatta Poor Things, romanzo pubblicato da Alasdair Gray nel 1992. 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